La demolizione del viadotto Calcinaia sulla Grosseto-Siena
Il viadotto Calcinaia sulla Grosseto-Siena è stato demolito ma di boati, stavolta, ne sono serviti due. Nella mattinata di martedì 13 ottobre, lungo la vecchia carreggiata della strada statale 223, le quattro campate e i piloni del viadotto Calcinaia avrebbero dovuto cedere contemporaneamente per l’effetto del brillamento programmato. La realtà del cantiere, tuttavia, ha preso una piega diversa. Quando la densa nube di polvere e detriti ha iniziato a diradarsi, gli operatori e i tecnici presenti sul posto hanno preso atto che, se gli impalcati orizzontali erano rovinati a terra esattamente come previsto, le imponenti pile verticali di sostegno erano invece rimaste ancorate al suolo, sfidando i calcoli iniziali.
Un contrattempo tecnico non infrequente quando si affrontano strutture in cemento armato di vecchia concezione, ma che ha costretto Anas e le ditte incaricate a riorganizzare la tabella di marcia. Nella mattinata di mercoledì 14 ottobre, gli specialisti dell’azienda bresciana Nitrex, realtà d’eccellenza nel settore delle demolizioni complesse, sono tornati sul campo per piazzare ulteriori micro-cariche mirate a far collassare definitivamente i piloni residui. Un intervento rapido che ha richiesto una nuova chiusura temporanea dell’arteria, aggiungendo un ennesimo tassello a una settimana di viabilità complessa per gli automobilisti in transito tra il capoluogo maremmano e Siena.

La sequenza delle demolizioni e la rimozione dei vecchi viadotti
L’abbattimento del viadotto Calcinaia costituisce il terzo passaggio di una precisa sequenza di demolizioni che sta interessando la carreggiata sud. Nei mesi scorsi, infatti, la stessa sorte era toccata al viadotto La Coscia e successivamente al viadotto San Lorenzo, anch’essi fatti saltare con l’esplosivo per far posto alle nuove infrastrutture. La mappa degli interventi prevede ora un ultimo ostacolo: l’abbattimento del viadotto Lanzo, struttura che sormonta l’omonimo corso d’acqua e che chiuderà la fase di demolizione dei vecchi ponti in questo tratto.
Ogni operazione di questo tipo porta con sé inevitabili ripercussioni sulla circolazione di un territorio che non dispone di viabilità alternative ad alto scorrimento. Le deviazioni obbligatorie a Civitella Marittima per chi sale verso nord, con il passaggio forzato lungo le provinciali di Roccastrada e Monticiano prima del rientro a Ponte Merse, e l’itinerario inverso per chi procede verso Grosseto, continuano a rappresentare un disagio quotidiano per pendolari, turisti e cittadini.
L’odissea del Lotto 4
Il riassetto del viadotto Calcinaia si inserisce all’interno del quarto lotto dei lavori di ammodernamento e raddoppio del tratto più a ovest della Due Mari. Si tratta di un segmento lungo appena 2,8 chilometri, compreso tra gli svincoli di Lampugnano e Civitella Marittima, che rappresenta tuttavia uno dei tratti idrogeologicamente e ingegneristicamente più complessi dell’intero itinerario della Due Mari. Per realizzare questi tre chilometri scarsi di nuova strada a quattro corsie è stato stanziato un budget complessivo di 106 milioni di euro, cifra che fissa il costo medio dell’opera a oltre 37 milioni di euro al chilometro, un valore eccezionalmente elevato. Una somma lievitata per la presenza simultanea di otto viadotti complessivi e due gallerie. Oltre ai costi, a pesare sulla storia di questo tratto è la lunghezza estenuante dei tempi attuativi.

Prospettive incerte per la conclusione
Sebbene negli ultimi mesi si sia assistito a un’accelerazione dei lavori, testimoniata anche dall’apertura al traffico a doppio senso sul nuovo viadotto La Coscia e dai turni di lavoro notturni, la data di conclusione dei lavori resta incerta. I documenti e gli annunci di Anas indicano come traguardo teorico per il completamento del Lotto 4 l’anno 2027. Così come per l’ammodernamento della galleria di Casal di Pari, chiusa ormai dal 2018.
Le criticità non si fermano alla provincia di Grosseto. Sul versante senese della statale, in particolare lungo il Lotto 9, che si snoda per quasi 12 chilometri tra Iesa e San Rocco a Pilli con un impegno economico di 195 milioni di euro, i cronoprogrammi hanno già subito recenti slittamenti, spostando la chiusura delle opere al 2027.
Carlo Pellegrino