Mentre s’intensifica la discussione sugli strumenti da mettere in campo per far fronte alla crisi del mercato vinicolo – dallo stop ai nuovi impianti di vigneti fino all’estirpazione mirata nelle aree meno vocate – la Toscana “certifica” sul campo le difficoltà del settore e il suo minor appeal.
Per la prima volta niente sold out
Per la prima volta, gli impianti di nuovi vigneti messi a bando dalla Regione Toscana all’inizio dell’anno – 680 ettari in tutto – non sono stati completamente assegnati. Le domande presentate sono state appena 199 (nel 2025 furono 465, nel 2024 arrivarono a 818) per un totale richiesto pari a 493 ettari. Significa che 187 ettari non hanno trovato un investitore.
Ecco le aziende che hanno richiesto più ettari
Col decreto dirigenziale del 14 luglio scorso è stato pubblicato l’elenco delle aziende beneficiarie: tra quelle che hanno chiesto più ettari ci sono Fattoria Casa di Terra (Cdt) di Castagneto Carducci (30 ettari); Poggio ai Laghi di Monteriggioni (20 ettari); Maddalena Cordella di Montalcino (20 ettari); Anna Piazzini (20 ettari); Antinori agricola (15 ettari); Tenuta di Coltibuono di Gaiole in Chianti (10 ettari); società agricola semplice Dora di Scansano (10 ettari); società agricola Irma di Suvereto (10 ettari), Efrem Erasmo Zanchetta (10 ettari).
La Regione decide se aderire o meno al bando ministeriale
Le autorizzazioni sono rilasciate, come sempre, dalla Regione sulla base dell’elenco trasmesso dal
ministero, che su indicazione dell’Unione europea permette ogni anno di allargare dell’1% la superficie vitata in ciascun Paese membro: in gennaio-febbraio le Regioni possono decidere se aderire o meno al bando, stabilendo i criteri di priorità, cosa che finora la Toscana ha sempre fatto.
In dieci anni lo scenario è completamente cambiato
Ma, come si vede dai risultati di quest’anno, sono lontanissimi i tempi in cui il boom del vino stimolava grandi investimenti e espansioni. Nel 2016 – primo bando di questo genere – la Toscana aveva da assegnare 577 ettari: arrivarono 787 domande per un totale richiesto di 2.748 ettari, quasi cinque volte più della quota consentita. Dieci anni dopo lo scenario è completamente cambiato e gli ettari – che non sono collegati alle denominazioni, ma sono autorizzazioni a piantare nuovi vigneti – restano in parte non-assegnati. All’inizio del 2027 la Regione dovrà decidere se aderire o meno al bando ministeriale per i nuovi impianti.
Silvia Pieraccini